Corsi per consulenti familiari

 

II ruolo del consulente familiare si colloca ad un livello intermedio tra gli operatori  psicosociali che effettuano la prima presa in carico dell'utenza e quelli abilitati ad  interventi specialistici successivi.
II consulente configura l'intervento orientandolo all'analisi della domanda, alla raccolta ed elaborazione dei dati finalizzata alla lettura sistemica delle situazioni, al coinvolgimento della famiglia per l'organizzazione di un lavoro di primo intervento e/o di filtro nelle situazioni di difficoltà.
In particolare si proporrà il concetto di come la raccolta di dati non si possa considerare una operazione asettica o "oggettiva" e si indirizzerà la formazione degli operatori alla strutturazione di tecniche di intervista che propongano una visione complessa ed evolutiva delle situazioni (la co-costruzione di una realtà attraverso la scelta delle domande).
In particolare tra le aree di intervento specifico della consulenza familiare indichiamo:
1. Problemi di affido e/o adozione;
2. Problemi intergenerazionali di carattere educativo, pedagogico e psicologico con particolare attenzione alla fase dell'adolescenza;
3. Problemi di evasione scolastica e disadattamento giovanile;
4. Problemi psicologici in presenza di portatori di handicap;
5. Problemi relazionali nella fase del pensionamento o di sostegno agli anziani;
6. Problemi di separazione e/o divorzio;
7. Problemi dei nuclei familiari formati dopo separazioni o divorzi ("famiglie ricostitutite");
8. Problemi di abuso e violenza nelle famiglie;
9. Orientamento e invio terapeutico in situazioni di disturbo psichiatrico, di alcolismo e tossicodipendenza o in quelle situazioni sopra elencate che possono richiedere un trattamento psicoterapeutico.
Durante tutta la durata del corso una grande attenzione è posta nel differenziare, utilizzando una diagnosi sistemica, l'area di intervento del consulente dall'area più propriamente psicoterapeutica.

 

Titolo di accesso

Possono accedere al corso gli operatori in possesso di diplomi specifici (assistenti sociali, educatori, tecnici della riabilitazione, infermieri professionali, assistenti sanitari, ostetriche) o di laurea in medicina (medici di base, oncologi, altri specialisti che trattano situazioni di malattia cronica), in psicologia, pedagogia, sociologia, nonché operatori di comunità, di casafamiglia o di sportello di prima accoglienza ed ascolto psicosociale.
Si preferisce subordinare l'ammissione al completamento di un primo livello di sensibilizzazione ed a un colloquio valutativo.

 

Struttura del corso

II programma si articola in due anni e mezzo, la frequenza è quindicinale per dieci mesi l'anno con incontri di cinque ore per complessivi 50 incontri (250 ore).

 

Programma

I° anno

Verrà proposta una parte teorica che introdurrà alla pragmatica della comunicazione umana e approfondirà gli argomenti propri della sensibilizzazione utilizzando le simulate ed la videregistrazione per permettere l'acquisizione di una griglia di lettura sistemica.
Le simulate saranno organizzate su situazioni di "primo contatto" proposte dagli allievi o dai didatti: si procederà, attraverso l'analisi dei videotape, alla lettura degli elementi che concorrono ad organizzare un sistema, a partire da metacontesti spesso non condivisi. Lattività pratica verrà intercalata a brevi seminari teorici su temi specifici della teoria dei sistemi e della pragmatica della comunicazione. Potranno essere utilizzati in questa fase giochi di gruppo di tipo encounter. Una parte importente del processo formativo riguarderà l'analisi sistemica del contesto lavorativo di ogni allievo (eventualmente con presentazione di elaborati scritti). Verranno proposte, inoltre, delle letture specifiche sull'ottica sistemico-relazionale calibrate sulla partecipazione attiva del gruppo, incoraggiando l'organizzazione di seminari interni al gruppo stesso.

 

II° anno

Si completerà l'analisi del contesto lavorativo di ogni allievo e si comincerà a proporre una riflessione teorico-pratica sull'invio e sull'organizzazione di un setting di consulenza per la famiglia, utilizzando una intervista strutturata per la raccolta delle informazioni. Ogni allievo si eserciterà in role-playng nel ruolo del consulente. Le simulate saranno proposte preferibilmente dagli allievi, che affronteranno il problema della diagnosi relazionale e della conseguente scelta tra presa in carico o invio.
Verranno utilizzate le analisi delle retroazioni, delle ridondanze, il concetto di rigidità del sistema, l'eventuale blocco evolutivo in relazione al ciclo vitale della famiglia come "criteri diagnostici" che orientano nella scelta strategica il consulente. Anche in questa seconda annualità sono previsti dei brevi seminari su argomenti clinici specifici: famiglia multiproblematica, tossicodipendenza, psicosi, affido, disadattamento scolastico, etc.

 

Supervisione

Verosimilmente verso la fine del secondo anno gli allievi avranno acquisito una competenza specifica che consentirà loro di presentare al gruppo delle situazioni contattate nei propri contesti lavorativi, al fine di ricevere una supervisione in forma indiretta oppure in forma diretta, in un unico incontro, nella cornice della consulenza.

 

Esame finale e titolo conseguito

AI termine dei due anni e mezzo di training è prevista una prova di esame che si svolge davanti ad una commissione composta da tre didatti di sede. Per accedere all'esame finale l'allievo dovrà compilare una tesina su una situazione seguita o sull'analisi sistemica del proprio contesto di lavoro.